Ogni cosa è illuminata di Foer Jonathan Safran - Bookdealer | I tuoi librai a domicilio

Ogni cosa è illuminata

  • Autore: Foer Jonathan Safran
  • Editore: Guanda
  • Isbn: 9788823516267
  • Categoria: Letterature straniere: testi
  • Traduttore: Bocchiola M.
  • Numero pagine: 327
  • Data di Uscita: 09/06/2016
  • Collana: Tascabili Guanda. Narrativa
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Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente ebreo americano di nome Jonathan Safran Foer decide di fare un viaggio in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che (forse) ha salvato suo nonno dai nazisti. Ad accompagnarlo è un coetaneo del posto, Alexander Perchov. detto Alex, che così si presenta nel suo personalissimo linguaggio: "Il mio nome per la legge è Alexander Perchov. Ma tutti i miei amici mi chiamano Alex, perché è una versione del nome più flaccida da pronunciare. Mia madre mi chiama Alexi-basta-di-ammorbarmi perché sempre la ammorbo". Insieme ad Alex, che lavora per i "Viaggi Tradizione", ci sono anche suo nonno, che a dispetto di una cecità psicosomatica fa l'autista, e una cagnetta puzzolente chiamata Sammy Davis Jr Jr in onore del cantante preferito del capofamiglia. Il racconto del loro viaggio, di una comicità irresistibile, ma a tratti anche straziante, si alterna a capitoli di una vera e propria saga ebraica, attraverso la quale Jonathan ricostruisce, sul filo della memoria famigliare, le vicende di un villaggio dal Settecento fino alla sua quasi totale "cancellazione" a opera dei nazisti. Un percorso impregnato di vita vera, storie d'amore, vicende tragiche e farsesche. Un romanzo che parla di persone e luoghi che non esistono più, delle verità dolorose che si celano dietro ogni famiglia, della necessità di ritrovare e reinventare di continuo il passato per illuminare il presente e dare un senso al vivere.

1 Recensione

COMINCIAMENTO DI UNA MOLTO RIGIDA RECENSIONE Primo libro consigliato dal #libraiozero, primo della lista, primo ad essere letto, primo in tutto. Aspettative altissime. Cosa mi avrebbe riservato l’universo letterario? In quali orizzonti e quali meandri di alta letteratura mi avrebbero portato i consigli dei librai ? Dopo le prime 35 pagine volevo lanciare il libro dalla finestra. Letteralmente. Se c’è una cosa più difficile che leggere un libro dopo mezzanotte (orario, come noto, di lupi streghe e bibliofili) è leggere un libro (volutamente) sgrammaticato dopo mezzanotte. “Aspetto con pelle di cappone la tua lettera seguente ”, credo abbia comportato il sacrificio umano di molti traduttori. Ma “ho continuato, sospendendo la mia tentazione di lanciare il tuo scritto nel cesso, e ogni cosa è stata illuminata”. Il libro parte da una ricerca apparentemente come tante, in una macchina guidata da un autista cieco, accompagnato da una cagna “del cieco guidatore” (ovviamente), “degenerata, ma tanto giocherellina”. Un ricerca che non si risolve in sé stessa, ma che sembra piuttosto il pretesto per partire in un viaggio in un tempo passato e doloroso “perché le cose dolorose sono sempre elettromagnetiche”. Un viaggio che attraversa uomini buoni vissuti in tempi cattivi, perché, semplicemente “non dovresti mai essere l’ultimo che rimane”. Cosa significa sopravvivere? Cosa porta con sé la sopravvivenza quando è una scelta pagata con prezzi che valgono vite intere? Gli ebrei hanno sei sensi. Tatto, gusto, vista, odorato, udito, memoria …una memoria “petulansistente” in una definizione che mi sembra parafrasare Lewis Carroll. Ricordare il passato significa farlo succedere ancora? La risposta nel libro è affidata alla ricerca del lettore. Io, personalmente ho trovato la mia “Se nel mondo non c’è amore, faremo un altro mondo”. E ho scelto di illuminarmi con essa.

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