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Editore: OCD
Reparto: Denominazioni e sette cristiane
ISBN: 9788872291719
Data di pubblicazione: 01/01/2003
Numero pagine: 316
Collana: S. Teresa Benedetta della Croce
«Ho scelto di scrivere su mia zia da un punto di vista puramente personale: raccontare la storia del suo contesto familiare e dei parenti che le vollero bene, tra i quali Edith visse per un certo tempo e che lei pure amò». In queste poche parole l'Autrice, nipote della santa, riassume perfettamente il contenuto del testo che abbiamo tra le mani. Si sa che Edith abbracciando la religione cristiana non ha voluto in alcun modo rinnegare le sue origini e la sua appartenenza al popolo ebraico. Anzi, è dopo la conversione che ella ha imparato a conoscere meglio e stimare le tradizioni culturali e religiose del suo popolo. Ciò, però, non toglie che la sua conversione sia stata e sia tuttora percepita da alcuni come una forma d'abbandono, se non proprio di rifiuto. Come appare evidente anche in talune testimonianze riportate nel volume. L'Autrice è di religione ebraica, convinta e praticante: essa, pertanto, si trova nella condizione migliore per valutare fino in fondo la portata drammatica del passo compiuto da Edith e di coglierne (dal punto di vista di un credente ebreo) tutta la gravità. Eppure in tutto il libro non si trova alcun cenno di critica o di riserva circa la scelta fatta da Edith. Ciò che si coglie è solo rispetto assoluto. Straordinario esempio di atteggiamento dialogico e condizione basica di qualunque fruttuoso incontro. Nell'elevare agli onore degli altare Edith Stein, san Giovanni Paolo II si augurava che questa eccezionale figura ebreo-cristiana si proponesse quale esempio e stimolo per intensificare il dialogo tra le due religioni. Crediamo che questo libro costituisca un altro eccellente contributo della famiglia Stein a questo scopo.
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