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Editore: ABE
Reparto: Storia d'europa
ISBN: 9788872976739
Data di pubblicazione: 18/01/2026
Numero pagine: 194
Collana: Marchioni d'Italia
La storia e i destini di Napoli e Gaeta sono stati spesso accomunati "nella buona e nella cattiva sorte", secolo per secolo. Al di là dell'importanza nell'epoca romana per entrambe le città con i loro preziosi golfi e di una storia che spesso diventa mito (e viceversa), l'obiettivo di questa breve pubblicazione è quello di accendere un piccolo faro su un periodo non molto conosciuto, per alcuni aspetti a livello storiografico e per tanti aspetti a livello "popolare". Pochissime le tracce e le notizie, come ribadito più volte in queste pagine, della Napoli ducale e lo stesso discorso si può fare per la storia della Gaeta ducale. Due storie parallele, di grande importanza e spesso, però, intrecciate e ci si chiede perché è giustamente famosa magari la storia dei Comuni dell'Italia centro-settentrionale e non c'è libro di scuola che riporti, invece, questi esempi significativi e importanti dal punto di vista del diritto, della cultura, della società e della religiosità. "Ne' tempi antichi fu governata questa Città come Republica [...] havendo havuto per Direttori, e Capi, Doci, e Connoli, come appare chiaramente in una scrittura fatta da Giovan Diacono Scriba nel 1135, in cui Riccardo Doce di Gaeta con quattro Consoli dona alla Chiesa Vescovale l'enige per la misura dell'oglio, che spettava alla Città. Battè monete, armò Galee, come si legge nel privilegio del Re Tancredi fatto nel 1191. Ecco tutti i segni di Republica, dico, i Doci, i Connoli, il batter monete, l'armar legni in mare. Notasi, che di sopra s'è detto, che Gaeta visse come Republica, ma né già, che sia stata Republica in vero, e proprio senso, poi che le vere Republiche sono independenti, nè conoscono Superiore; e pur Gaeta, in tempo che Docibile n'era Doce, sta va soggetta al Papa. Fu dunque nominata Republica in riguardo all'esentioni, e franchigie, che godeva come Città privilegiata. Poi nel I450 fu dal Re Alfonso d'Aragona costituito nel governo di Gaeta un Cavaliero per nome D. Alfonso de Cardines, con titolo di Vic-Re di Gaeta, e della Provincia di Lavoro oltre il fiume Garigliano. Fu anco facoltosa quest'università ne' tempi passati, havendo fatte molte compre di dogane. È stata padrona delle Scafe della Torre del Garigliano, e della Torre a Mare. Fu padrona delli Castelli di Sujo, di Maranola, d'Itri, di Sperlonga; del l'Isole di Ponza, Palmeria, e Sennone; delli Porti di Sujo, di Setra, di Corciano, di Patria; ed al presente ha giurisditione sopra Castellone, e Mola. Ha mantenuto due Galee co' altri legni; ha mantenuto guerre; have armato per mare a favor della Chiesa contra i Saraceni a tempo di Papa Leone IV nell'848. E ne questa Città merita lode per li suoi antichi natali, e per esser vissuta colle prerogative di Republica; se gli deve accrescer maggiormente per le cose notabili, e maravigliose, che sono in essa". Se una delle nostre "missioni", allora, è la ricostruzione della nostra memoria per associarla all'orgoglio (soprattutto presso le nuove generazioni), le parole suggestive e appassionate di questo scrittore di circa quattro secoli fa sono utilissime come "notabili e maravigliose" sono le cose di questa città che ebbe privilegi e fu governata, a partire proprio dall'epoca alto-medioevale, "come una repubblica".
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