Sull'onore nostro. Saluti da Platì, Aspromonte di Papalia Michele - Bookdealer | I tuoi librai a domicilio

Sull'onore nostro. Saluti da Platì, Aspromonte

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Platì, una forra nel cuore dell'Aspromonte, febbraio del 1926. La neve va e viene intervallata dalla tramontana. Tra le vie del paese i mocciosi Nando e Rocco Poeta girano affamati e sporchi, un vecchio scomunicato se ne burla mettendo loro paura; Ciccio Poeta e Cata per la prima volta siedono accanto, i rispettivi genitori convengono sposeranno a dicembre dell'anno corrente, ma i preparativi per il gioco bizzarro delle coincidenze rallentano. Il Cigno e Don Giosofatto l'aristocrazia agraria, baroni incontrastati ma padroni a tempo, finché Dio vuole e finché vuole l'onorata società che brama a spodestarli. Pasquale Tre Quarti è mulattiere, stenta a campare famiglia, non gli resta che farsi battezzare membro dell'onorata società. La veggente Nnuzza Noè solleva e abbassa le corde a malocchio e fatture, sventura e fortuna Nnuzza se ne sente depositaria. Il maresciallo Musarò tutto controlla e di tutti dispone servendosi di Ntoni dei Giurati, questi membro dell'onorata e doppiogiochista all'ombra del capo anziano Francese. Francese, uomo di poche parole, inflessibile alle violazioni del codice d'onore, la scuola gliela aveva fatta il predecessore Ciampa. Anche Nunzia e a uso consumo del maresciallo, femmina disonorata nonostante figlio e marito. L'onore muove le vite dei platiesi: le femmine da consegnare vergini all'altare, quelle sposate non si toccano e manco si guardano, ai proprietari si ruba ai poveri mai, la parola data da rispettare a costo della morte. Poi il subisso dell'alluvione, Pasquale Tre Quarti moribondo di febbre acuta, dalla sua branda finisce sul letto del fiume Ciancio che lo consegna al Mar Jonio e, mentre si contano i morti, a Ntoni dei Giurati il capo Francese gli notifica l'ultima sentenza.

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