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Editore: Luni Editrice
Reparto: Filosofia antica, medievale, orientale
ISBN: 9788879849876
Data di pubblicazione: 28/01/2026
Numero pagine: 76
Collana: Tradizioni
L'incoerenza dell'incoerenza dei filosofi - Tahâfut at-Tahâfut - qui presentato nella traduzione e cura di Massimo Campanini, composto nel 1179-80, è la risposta di Averroè al celebre attacco che al-Ghazâlî (grande teologo persiano) scrisse contro i "filosofi" con il libro Incoerenza dei filosofi (in particolare Avicenna e la tradizione aristotelica). Il bersaglio non è soltanto una disputa fra scuole, ma il problema decisivo del pensiero medievale: quale rapporto lega la verità rivelata alla verità raggiunta dall'intelletto? Averroè sostiene che la filosofia, quando procede per dimostrazione, non è una minaccia per la fede: è piuttosto uno strumento legittimo per comprendere l'ordine del reale e, indirettamente, la sapienza del Creatore. L'opera entra nel vivo delle questioni più controverse: l'eternità del mondo, la natura della conoscenza divina, il nesso fra causa e miracolo, l'immortalità e l'intelletto. Averroè contesta le argomentazioni di al-Ghazâlî punto per punto, distinguendo ciò che appartiene alla dialettica e alla retorica da ciò che può essere fondato su prove rigorose. Al tempo stesso, chiarisce che i testi sacri parlano a diversi livelli di comprensione: la lettera guida la comunità, l'interpretazione razionale (quando necessaria) evita contraddizioni apparenti e preserva il senso profondo. Ne emerge un libro di rara lucidità, che non oppone semplicemente "ragione" e "religione", ma propone una gerarchia dei metodi e un'etica della lettura: pensare esige disciplina, competenza e responsabilità. Ancora oggi queste pagine mostrano come una civiltà possa discutere le proprie fondamenta senza rinunciare né al rigore intellettuale né alla serietà spirituale.
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