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Editore: EGEA
Reparto: Economia
ISBN: 9791222930961
Data di pubblicazione: 13/02/2026
Numero pagine: 152
Collana: Cultura e società
Tra il 2019 e il 2025 il salario annuo di un insegnante con 18-24 anni di servizio ha perso 2.308 euro di potere d'acquisto. Un operaio metalmeccanico ha visto il proprio stipendio reale diminuire dell'8%, un dato senza paragoni tra i grandi Paesi europei. Un quadro con una retribuzione inferiore ai 40.000 euro ha subito un incremento di imposte pari a quasi 900 euro all'anno. Non sono casi isolati, ma un fenomeno che ha colpito milioni di lavoratori: negli anni in cui l'Italia ha visto crescere il PIL, aumentare l'occupazione e migliorare molti indicatori macroeconomici, sono molti coloro che hanno sperimentato un impoverimento silenzioso. L'inflazione ha colpito tutti, ma non allo stesso modo: il lavoro dipendente ha pagato più di altri, stretto tra rinnovi contrattuali in ritardo e un sistema fiscale che, attraverso il fiscal drag, ha drenato risorse senza dichiararlo. Gli autori analizzano con rigore i meccanismi che hanno trasferito reddito dal lavoro allo Stato e ai profitti, mostrando come la perdita di potere d'acquisto non sia un incidente temporaneo ma il risultato di scelte politiche precise. Salari stagnanti, contrattazione indebolita, interventi fiscali parziali compongono un quadro che riguarda operai, insegnanti, impiegati, pensionati: una maggioranza sociale per lo più esclusa dalla narrazione dei «tempi buoni». Alla luce di dati puntuali e con argomentazioni articolate, il libro smonta le illusioni e mette al centro una questione decisiva per la democrazia economica del Paese. Perché quando l'inflazione passa ma i salari non recuperano, la politica economica smette di essere neutrale. E il costo, prima o poi, lo paghiamo tutti.
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